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Obblighi di chi affitta

Alloggiati Web: obblighi, tempi e sanzioni per chi affitta

Aggiornato al 14.09.2026

Ogni persona che dorme in casa tua va comunicata alla Questura entro 24 ore dal suo arrivo. Vale per la casa intera o per una stanza sola, per l'ospite pagante e per l'amico di famiglia, per la prenotazione arrivata da Booking come per quella presa al telefono. Non è una regola fiscale: è una regola di pubblica sicurezza, e per questo non guarda al contratto ma alla persona che dorme sotto il tuo tetto.

Chi deve comunicare gli ospiti alla Questura

L'obbligo nasce dall'articolo 109 del TULPS e riguarda i gestori di esercizi alberghieri e di tutte le altre strutture ricettive. Sotto quella formula ci stanno anche le case e appartamenti per vacanze e le locazioni turistiche brevi, cioè quelle sotto i trenta giorni.

Non conta se affitti come impresa o da privato. Non conta da quale portale arriva la prenotazione: né Airbnb né Booking trasmettono i dati degli ospiti alla Polizia di Stato al posto tuo. E non conta nemmeno se l'ospite paga: la norma si applica a chi dà alloggio a qualsiasi titolo, anche gratuito.

Le credenziali della Questura: come si ottengono

Prima di poter comunicare qualsiasi cosa ti servono le credenziali del portale. Si chiedono una volta sola, alla Questura della provincia in cui si trova la struttura — non a quella dove risiedi tu.

Le credenziali arrivano per la stessa via. Sono personali e non cedibili, e insieme a esse ricevi un certificato digitale che serve a firmare le trasmissioni. Conserva username, password e certificato al sicuro: se perdi il certificato, va richiesto di nuovo alla Questura.

Entro quanto tempo

Entro 24 ore dall'arrivo. Se il soggiorno dura meno di un giorno, il tempo scende a sei ore. Il conteggio parte dall'arrivo dell'ospite, non dalla prenotazione e non dal check-out.

La schedina e i tipi di alloggiato

Per ogni persona il portale chiede lo stesso set di dati: cognome, nome, sesso, data e luogo di nascita, cittadinanza, tipo e numero del documento, luogo di rilascio, data di arrivo e giorni di permanenza previsti. Se dormono in quattro, sono quaranta dati.

La parte che manda in confusione quasi tutti è la classificazione dell'ospite. Il portale vuole un codice per ciascuno:

CodiceTipo di alloggiatoQuando si usa
16Ospite singolouna persona che viaggia da sola
17Capo famiglial'adulto di riferimento di un nucleo familiare
18Capo gruppoil referente di un gruppo di amici o di lavoro
19Familiaregli altri componenti della famiglia, minori compresi
20Membro gruppogli altri componenti del gruppo

I minori vanno comunicati come tutti gli altri: si inseriscono come familiari e si collegano al capo famiglia. Se il minore non ha un documento proprio, si fa riferimento a quello del genitore che ne esercita la potestà.

La ricevuta: trenta giorni per prenderla, cinque anni per tenerla

Il giorno dopo ogni invio il portale emette una ricevuta digitale con un codice univoco. Quella ricevuta — non la schedina — è la prova che hai adempiuto, e va conservata cinque anni. In digitale: contiene una firma elettronica del servizio, e stampata non vale.

Il punto che sfugge quasi a tutti: sul portale la ricevuta resta scaricabile trenta giorni, poi sparisce dalla schermata. Se non l'hai presa in quei trenta giorni, davanti a un controllo non hai niente in mano — e una schedina inviata di cui non resta prova, in sede di verifica, pesa quanto una schedina mai mandata.

Conviene tenerne due copie in due posti diversi. Un disco che si rompe, un telefono cambiato o un computer nuovo possono costarti cinque anni di prove.

Se il portale non funziona

Un guasto tecnico non sospende l'obbligo, ma esiste una strada prevista: il modulo di comunicazione alternativa, da compilare e trasmettere subito alla Questura competente per posta elettronica certificata. Il modulo si scarica dal sito della Questura. Vale per il tempo strettamente necessario a risolvere il problema, e va usato, non ignorato: chi comunica in ritardo senza aver seguito questa procedura risponde come chi non ha comunicato affatto.

L'identificazione dell'ospite e le keybox

Dal novembre 2025, accanto alla comunicazione, c'è un secondo obbligo: prima di consegnare la casa devi verificare che il documento appartenga davvero a quella persona. Di persona, oppure in videochiamata nel momento in cui arriva.

La cassetta delle chiavi con il codice, da sola, non basta più. Puoi continuare a usarla, ma l'ingresso deve essere preceduto da un riscontro dell'identità in tempo reale: raccogliere i documenti prima dell'arrivo non sostituisce questo passaggio.

Le sanzioni

Se la comunicazione non parte, o parte tardi, non è una multa amministrativa: è un reato. Arresto fino a tre mesi o ammenda fino a 206 euro.

È la differenza che quasi nessuno si aspetta. Una sanzione amministrativa si paga e finisce lì; una contravvenzione penale è un'altra cosa, e resta agli atti.

Chilloso, Assistente Check-in: caricamento delle foto dei passaporti, invio alla Questura e ricevuta
L'Assistente Check-in di Chilloso: i documenti si caricano, i dati partono alla Questura, la ricevuta torna.

Come lo risolve Chilloso

I dati dell'ospite entrano una volta sola, quando prenota. Chilloso li porta al portale nei termini, scarica la ricevuta appena è disponibile e la mette nel tuo archivio, dove resta per i cinque anni richiesti. Ogni ricevuta è salvata su due server in luoghi diversi: se uno si ferma, il tuo archivio resta intero.

Tu non apri il portale, non ricordi la scadenza, non cerchi una ricevuta di due anni fa: la trovi dove l'hai lasciata.

Chilloso, cartella Documenti: le ricevute della Questura archiviate per data
Le ricevute restano nella cartella della tua casa, ordinate per data, per tutti e cinque gli anni.

Hai bisogno di ulteriori informazioni?

Domande frequenti

Quanto tempo vanno conservate le ricevute di Alloggiati Web?
Cinque anni, in formato digitale. La ricevuta contiene una firma elettronica del servizio, quindi la copia stampata non ha lo stesso valore. Sul portale resta disponibile solo trenta giorni: va scaricata entro quel termine e archiviata altrove.
Posso ancora usare una keybox per il check-in?
Sì, ma non da sola. Dal novembre 2025 l'identità dell'ospite va verificata di persona o in videochiamata al momento dell'arrivo. La cassetta con il codice può restare come modo di consegnare le chiavi, non come sostituto del riconoscimento.
Devo comunicare anche i bambini?
Sì, tutti gli ospiti vanno comunicati, senza limiti di età. I minori che viaggiano con i genitori si inseriscono come familiari e si collegano al capo famiglia; se non hanno un documento proprio si fa riferimento a quello del genitore.
Devo comunicare un amico che ospito gratis?
Sì. L'articolo 109 TULPS riguarda chi dà alloggio a qualsiasi titolo, anche a titolo gratuito. Nella pratica i controlli su questi casi sono rari, ma la norma resta in vigore.
Airbnb o Booking comunicano i dati al posto mio?
No. Le piattaforme non trasmettono alla Polizia di Stato i dati anagrafici né i documenti degli ospiti. La comunicazione resta a carico di chi gestisce la struttura, qualunque sia il canale di prenotazione.
Alloggiati Web e la comunicazione dei flussi turistici sono la stessa cosa?
No, sono due adempimenti separati con due finalità diverse e due autorità diverse. Alloggiati Web serve alla pubblica sicurezza; la rilevazione dei flussi turistici è una statistica regionale e ISTAT. Averne fatto uno non ti mette al riparo sull'altro.
Cosa faccio se il portale è fuori servizio?
Si usa il modulo di comunicazione alternativa della Questura competente, da inviare subito via PEC, per il tempo necessario a risolvere il guasto. Non è una scusa per non comunicare: è la procedura prevista, e va documentata.
Quanto rischio se dimentico una comunicazione?
La mancata o tardiva comunicazione non è un illecito amministrativo ma una contravvenzione penale: arresto fino a tre mesi o ammenda fino a 206 euro.
Su cosa si basa questa pagina Art. 109 T.U.L.P.S. (R.D. 773/1931) · art. 19-bis D.L. 113/2018 · art. 5 D.L. 53/2019 · D.M. 7 gennaio 2013 · modulistica e istruzioni delle Questure territoriali · Consiglio di Stato, sent. 9101/2025 del 21.11.2025. Questa pagina ha scopo informativo e non sostituisce il parere di un professionista.