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Il mestiere di chi affitta

Conservazione delle ricevute e dei documenti: quanto tempo tenerli, e cosa invece va cancellato

Aggiornato al 14.09.2026

Chi affitta dà per scontato che conservare sia sempre la scelta prudente: nel dubbio tengo tutto. Sulle ricevute è vero. Sui documenti dei tuoi ospiti è il contrario, e lo dice una norma: quei dati vanno cancellati, non archiviati. Qui trovi che cosa tenere e per quanto tempo.

La ricevuta della Questura: cinque anni, trenta giorni per prenderla

Mandare le schedine è metà del lavoro. La prova è la ricevuta digitale che il portale genera dopo la trasmissione, e il decreto le dà una funzione precisa: vale come attestazione dell’avvenuto adempimento. Il termine di conservazione è di cinque anni, in formato digitale. Stamparla non serve.

Il punto che frega quasi tutti è un altro. Sul portale la ricevuta resta scaricabile per un massimo di trenta giorni dall’emissione. Passati quelli, sparisce dalla schermata. Se non l’hai presa in tempo, davanti a un controllo ti manca esattamente il documento che il decreto indica come prova.

Trenta giorni non sono un consiglio prudenziale: sono il limite del portale. La Polizia di Stato lo scrive nelle proprie FAQ e aggiunge una sola raccomandazione, provvedere al download nei tempi previsti. Nessuno te la ristampa dopo.

Quello che invece sei obbligato a cancellare

Questa è la parte che manca in quasi tutte le guide. Lo stesso articolo che impone i cinque anni sulla ricevuta obbliga il gestore a cancellare i dati digitali trasmessi e a distruggere l’eventuale copia cartacea degli elenchi, non appena il sistema ha generato la ricevuta.

Quindi l’archivio dei documenti dei tuoi ospiti non è materiale da tenere per prudenza: è materiale da eliminare appena hai la ricevuta in mano. Quello che resta, e resta cinque anni, è la ricevuta. Non le generalità, non le scansioni delle carte d’identità, non le foto arrivate in chat.

Una cartella piena di documenti scansionati non ti protegge in un controllo: la prova è la ricevuta, non la copia del passaporto. Ti espone e basta, davanti alla Questura e davanti al Garante.

SPOT: nessuna scadenza scritta, ma i registri devono esserci

Per le ricevute mensili di SPOT la legge regionale non fissa un termine di conservazione. Non lo dice, e non ha senso inventarlo. Dice però due cose che contano.

La prima: fra le sanzioni sulla trasmissione dei flussi turistici c’è quella per il caso in cui la comunicazione mensile risulti, nei contenuti, difforme dai dati desumibili presso i registri della struttura. La norma dà per scontato che quei registri esistano e siano consultabili da te.

La seconda: il procedimento sanzionatorio segue la legge sulle sanzioni amministrative, che fissa in cinque anni dal giorno della violazione la prescrizione del diritto a riscuotere. Cinque anni, quindi, non perché una norma sulla conservazione lo imponga, ma perché prima di allora puoi ancora essere chiamato a rispondere.

Le fatture: dieci anni, ma non per tutti

Il Codice civile impone dieci anni per le scritture contabili, contati dalla data dell’ultima registrazione; per lo stesso periodo vanno conservate le fatture ricevute e le copie di quelle emesse. Attenzione al punto di partenza: è l’ultima registrazione, non la data della singola fattura.

Quella norma però non riguarda chiunque. Si rivolge all’imprenditore che esercita un’attività commerciale, e lo stesso codice esclude espressamente i piccoli imprenditori. Chi affitta in forma non imprenditoriale in quell’obbligo non rientra.

Non vuol dire che possa buttare tutto dopo un anno: vuol dire che il suo orologio non è il Codice civile, ma il termine entro cui il Fisco può ancora chiedergli conto. La regola vale per tutto quello che gira intorno alla casa: commissioni di Booking e Airbnb, idraulico, pulizie, giardiniere, autobotte dell’acqua, commercialista. Sono le voci che abbassano l’imponibile, ed è di quelle che ti viene chiesta la prova.

Se affitti in forma imprenditoriale: dieci anni, ed è un obbligo. Se affitti da privato: nessun obbligo decennale civilistico, ma conservare fino alla chiusura dei termini fiscali resta l’unico modo per avere di che difenderti.

Fino a quando può tornare il Fisco

Gli avvisi di accertamento sulle imposte sui redditi vanno notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione. Se la dichiarazione è stata omessa o è nulla, entro il 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui avrebbe dovuto essere presentata.

Fai il conto sul tuo caso e non sui cinque anni tondi: una fattura del 2026 entra nella dichiarazione presentata nel 2027, e resta accertabile fino a fine 2032. Sono più di sei anni dalla fattura.

E c’è una regola che allunga ancora: le scritture contabili obbligatorie vanno conservate finché non sono definiti gli accertamenti del periodo d’imposta corrispondente, anche oltre il termine del Codice civile. Con un contenzioso aperto, i dieci anni non sono un tetto.

DocumentoQuanto tempoSu cosa si basa
Ricevuta di Alloggiati Web5 anni dall’emissioneArt. 4-bis D.M. 07.01.2013
Dati e documenti degli ospitida cancellare appena c’è la ricevutaArt. 4-bis D.M. 07.01.2013
Ricevute mensili di SPOTnessun termine scritto; 5 anni finché sei contestabileL.R. Puglia 49/2017, artt. 10 e 11; art. 28 l. 689/1981
Fatture, attività imprenditoriale10 anni dall’ultima registrazioneArt. 2220 c.c.
Fatture, attività non imprenditorialefino al 31.12 del 5° anno dopo la dichiarazioneArt. 43 D.P.R. 600/1973
Scritture con accertamento apertofino alla definizione, anche oltre i 10 anniArt. 22 D.P.R. 600/1973

Le fatture elettroniche passate dallo SdI

Per le fatture elettroniche transitate dal Sistema di Interscambio c’è una norma che quasi nessuno cita: gli obblighi di conservazione si intendono soddisfatti per tutte le fatture elettroniche e i documenti informatici trasmessi attraverso lo SdI e memorizzati dall’Agenzia delle entrate.

Tradotto: su quei documenti non sei solo. Avere le tue copie a portata di mano resta comunque la scelta pratica — in una verifica il documento ti serve subito — ma la paura del disco rotto è un’altra cosa.

Come tenerle: formato, ordine, copie

Il digitale basta. Il Codice civile ammette espressamente la conservazione su supporti di immagini, purché le registrazioni corrispondano ai documenti e possano essere rese leggibili in ogni momento. Il formato non è il problema: il problema è ritrovarle.

Come lo risolve Chilloso

Le ricevute della Questura e i documenti di SPOT stanno nella cartella della casa a cui appartengono, ordinati per data. Dei trenta giorni non ti devi ricordare tu.

I documenti d’identità restano dentro Chilloso: è l’ospite stesso a caricarli dal link di check-in, e vengono cancellati dai nostri sistemi non appena la comunicazione alla Questura è andata a buon fine.

Per questo all’ospite diciamo di non mandarli via WhatsApp: da lì i suoi dati escono dal sistema chiuso e finiscono su server di terzi, e nessuno può più dire chi li conserva, dove e per quanto. Il link di check-in è l’unica strada su cui tu possa rispondere di quello che succede ai suoi documenti.

Ti servono altre informazioni?

Domande frequenti

Per quanto tempo devo conservare le ricevute di Alloggiati Web?
Cinque anni, in formato digitale. Lo prevede l’art. 4-bis del D.M. 7 gennaio 2013, inserito dal D.M. 16 settembre 2021, e lo ripetono le FAQ del portale della Polizia di Stato.
Che succede se non ho scaricato la ricevuta entro trenta giorni?
Sul portale non la trovi più: le ricevute digitali restano disponibili per il download al massimo trenta giorni dall’emissione. In un controllo ti manca il documento che il decreto indica come attestazione dell’avvenuto adempimento.
Devo stampare le ricevute?
No. La norma parla di conservazione in formato digitale. La stampa non aggiunge nulla.
Posso tenere le copie dei documenti dei miei ospiti?
No. Lo stesso articolo che impone i cinque anni sulla ricevuta obbliga a cancellare i dati digitali trasmessi e a distruggere la copia cartacea degli elenchi non appena il sistema ha generato la ricevuta. Si conserva la ricevuta, non i documenti.
Per quanto si conservano le ricevute mensili di SPOT?
La legge regionale pugliese non fissa un termine. Il riferimento sono i cinque anni dal giorno della violazione entro cui, secondo la legge 689/1981 richiamata dalla legge regionale, puoi ancora essere chiamato a pagare.
Le fatture si tengono cinque o dieci anni?
Dieci anni dall’ultima registrazione, per l’imprenditore che esercita attività commerciale, secondo l’art. 2220 del Codice civile. Il termine fiscale è un’altra cosa e si conta dal 31 dicembre del quinto anno successivo alla dichiarazione.
Se affitto da privato, valgono lo stesso i dieci anni?
L’obbligo dell’art. 2220 riguarda l’imprenditore commerciale e il codice esclude i piccoli imprenditori, quindi chi affitta in forma non imprenditoriale non vi rientra. Resta però il termine entro cui il Fisco può accertare, e prima di quello senza documenti non hai come difenderti.
Le fatture elettroniche le devo conservare io?
Per quelle transitate dal Sistema di Interscambio e memorizzate dall’Agenzia delle entrate gli obblighi di conservazione si intendono soddisfatti, ai sensi dell’art. 1, comma 6-bis, del D.Lgs. 127/2015. Avere comunque le tue copie a portata di mano resta la scelta pratica.
Su cosa si basa questa pagina Art. 109 del T.U.L.P.S. (R.D. 773/1931) · D.M. Interno 7 gennaio 2013, artt. 2 e 4-bis, quest’ultimo inserito dal D.M. Interno 16 settembre 2021 (G.U. Serie Generale n. 246 del 14 ottobre 2021) · FAQ del Portale Alloggiati Web, sezione Ricevuta · L.R. Puglia 1 dicembre 2017 n. 49, artt. 9, 10 e 11, testo vigente · legge 24 novembre 1981 n. 689, art. 28 · artt. 2214 e 2220 del Codice civile · artt. 22 e 43 del D.P.R. 29 settembre 1973 n. 600 · art. 1, comma 6-bis, del D.Lgs. 5 agosto 2015 n. 127. Questa pagina serve a orientarsi, non sostituisce il tuo commercialista. Le norme cambiano: verifica sempre il testo vigente.