Presenza sul net per affitti brevi: avere un indirizzo tuo
Aggiornato al 14.09.2026
Chi ha visto la tua casa su un portale, prima di decidere fa quasi sempre una seconda cosa: scrive il nome su Google. Cerca le foto senza il filtro del portale, cerca chi sei, cerca un prezzo che non abbia la provvigione dentro. Se a quel punto non trova nulla di tuo, resta dov'era — e tu paghi la commissione su un ospite che ti aveva già scelto.
Sul portale sei un annuncio
Il portale è una vetrina, e funziona: ti fa vedere da gente che non sapeva che esistevi. Ma quello che mostra non è la tua casa: è una scheda con lo stesso impianto di diecimila altre, un numero limitato di foto, un testo tagliato e un prezzo che comprende la commissione.
Il fenomeno per cui un annuncio sui portali porta traffico anche al sito proprio è noto da tempo negli studi di settore come billboard effect: le persone vedono l'annuncio e poi cercano la struttura per conto loro. Quanto valga oggi è discusso, ma il comportamento resta: prima di pagare, si cerca.
Cosa cambia con un indirizzo tuo
Chi prenota da lì prenota da te, senza provvigione. Su una casa da 480 euro a notte sono quasi ottanta euro che restano tuoi ogni notte.
Le regole le fai tu: il prezzo che vuoi, il soggiorno minimo che vuoi, l'acconto che vuoi, la tua politica di cancellazione. Nessuno te le cambia da un giorno all'altro.
Le foto le metti tutte, non le sei che entrano nel formato del portale. E racconti la casa con parole tue: gli ulivi, la vista, la terrazza la sera.
L'ospite ti scrive prima di prenotare, direttamente, e tu hai il suo indirizzo vero — non un alias del portale che nessuno legge. Chi è già stato da te torna senza passare da nessuno.
E se un domani un portale cambia le condizioni o alza la commissione, la tua casa in rete c'è lo stesso: l'indirizzo è tuo.
Farsi trovare su Google: due strade diverse
Qui quasi tutti sbagliano strada, ed è bene saperlo prima di perdere tempo.
Il profilo dell'attività su Google — quello che genera la scheda su Maps — è pensato per attività con una presenza fisica: un B&B, un agriturismo, una guest house, un affittacamere presidiato, o la sede di una società di gestione dove si ricevono i clienti. Una casa vacanze senza nessuno in loco non rientra in quella categoria.
Per le case in affitto c'è l'altra strada: Case Vacanze Google, il confronto gratuito che Google mostra dentro i risultati di viaggio. Non esiste un modulo per iscriversi: Google prende i dati dai canali collegati, dai gestionali e dai siti di prenotazione diretta. Senza un sito che sappia accettare una prenotazione, quella strada è chiusa.
Detto in una riga: il sito proprio non serve solo a chi ti cerca per nome. È anche la condizione per comparire dove Google confronta le case vacanza — e quel traffico non costa provvigione.
Il CIN va in ogni annuncio, sito compreso
Un obbligo che molti dimenticano proprio sul proprio sito: dal 2025 il CIN deve comparire in ogni annuncio e in ogni pubblicità della struttura. I portali lo mostrano perché sono tenuti a farlo; i siti fatti in casa quasi mai.
Cosa deve avere un sito che porta prenotazioni
- Le date libere visibili, aggiornate dallo stesso calendario dei portali. Un sito che mostra date già vendute fa più danno che bene.
- La possibilità di prenotare o chiedere senza uscire dal sito e senza scrivere una mail a vuoto.
- Le lingue dei tuoi ospiti, scritte bene.
- Le foto grandi e la casa raccontata, non un elenco di dotazioni.
- Il telefono: più della metà di chi cerca lo fa dal cellulare.
- Il CIN, i dati di contatto e le condizioni.
Le lingue del sito non sono un dettaglio
Quasi un arrivo su due in Puglia viene dall'estero. Un sito solo in italiano taglia fuori metà del mercato, e un sito tradotto a macchina lo taglia fuori in modo più elegante ma non meno efficace: chi legge una descrizione sgrammaticata nella propria lingua non scrive, chiude la pagina.
Come lo risolve Chilloso
Il sito non devi farlo fare a nessuno e non devi pagarlo a parte: è nel prezzo. Ogni casa ha il suo dominio e il suo sito, con le sue foto e i suoi testi in nove lingue, scritti a mano e non passati in un traduttore automatico.
E non è una vetrina muta: l'ospite guarda le date, chiede, prenota. Le richieste e le prenotazioni arrivano dritte nella tua comunicazione in Chilloso, tradotte nella tua lingua, e le date restano allineate con quelle dei portali.
Hai bisogno di ulteriori informazioni?