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Il mestiere di chi affitta

Property manager o host: che cosa fa, quanto costa e che contratto serve

Aggiornato al 14.09.2026

Chi cerca «property manager» trova un numero — venti per cento, venticinque — e crede di aver capito. Sotto quel nome ci stanno però mestieri diversi, e uno solo di essi cambia la tua posizione giuridica.

Un nome solo, due mestieri diversi

La prima confusione è nel nome. In Italia si dice property manager, gestore, host, a volte semplicemente «quello che mi tiene la casa». Ma i mestieri sono due, e la differenza non è di grado: è di natura.

Da una parte c’è chi lavora alla tua casa: accoglie gli ospiti, consegna le chiavi, apre quando arrivano, c’è quando il boiler si ferma. Fa un servizio, ti manda una fattura, e la casa resta tua in ogni senso. Dall’altra c’è chi lavora al posto tuo: pubblica gli annunci, fissa i prezzi, conclude le locazioni, spesso incassa. Quello non è un servizio accanto alla tua attività: è la tua attività, esercitata da un altro.

La domanda che separa i due mestieri è una sola: chi conclude il contratto con l’ospite? Se lo concludi tu, l’altro ti sta dando una mano. Se lo conclude lui, serve un mandato — e cambiano contratto, fiscalità e responsabilità.

Che cosa fa esattamente

Dentro ciascuno dei due mestieri i confini si spostano ancora, e nessuno te li dice prima. C’è chi tiene solo la parte online: annunci, prezzi, calendari, risposte agli ospiti. Non entra in casa, non pulisce, non apre a nessuno.

C’è chi fa l’accoglienza e basta: aspetta l’ospite, consegna le chiavi, mostra la casa. C’è chi si prende tutto, pulizie comprese, con la sua squadra — e c’è chi le pulizie non le tocca, perché le fa un’impresa che paghi tu. C’è chi tiene anche la burocrazia, Questura e imposta di soggiorno, e c’è chi te la lascia.

Prima di guardare qualsiasi cifra, chiedi tre cose: che cosa fa esattamente, che cosa resta a te, e chi paga le voci che non sono comprese.

Quanto costa

Il modello più diffuso in Italia è la percentuale sul fatturato lordo. Gli ordini di grandezza che circolano nelle guide di settore del 2026 sono questi, ma vanno letti insieme a quello che c’è dentro:

ModelloChe cosa comprende di solitoOrdine di grandezza
Solo onlineannunci, prezzi, calendari, messaggi agli ospiti10–15 % del lordo
Gestione completatutto, pulizie e adempimenti compresi20–28 % del lordo
Canone fisso mensilevariabile, da concordare150–400 € al mese per unità
A ore o a interventosolo ciò che viene chiesto di volta in voltada concordare

Altre rilevazioni indicano una forbice più ampia, dal 15 al 30 per cento, con punte oltre il trenta nelle grandi città turistiche. La cifra da sola non dice nulla: un dieci per cento che esclude pulizie e accoglienza può costare più di un venticinque che le comprende.

Che cosa resta fuori dalla percentuale

Quasi sempre restano a carico tuo, anche nella gestione completa: pulizie e cambio biancheria, lavanderia, manutenzione ordinaria e straordinaria, fotografie professionali, assicurazione, utenze e il canone del gestionale. Sono voci che nelle guide di settore vengono stimate in alcune migliaia di euro l’anno per unità.

Il conto vero non è quindi la percentuale: è la percentuale più tutto quello che non ci sta dentro. Chiedilo per iscritto, voce per voce, prima di firmare.

Il contratto: mandato con o senza rappresentanza

Chi gestisce la casa al posto tuo lo fa in forza di un mandato, il contratto con cui una parte si obbliga a compiere atti giuridici per conto dell’altra (art. 1703 del codice civile). Ne esistono due forme, e la differenza per te è enorme.

Con il mandato con rappresentanza (art. 1704) il gestore agisce non solo per conto tuo, ma in tuo nome: gli effetti degli atti che compie ricadono direttamente su di te, resti tu il locatore, e i tuoi ospiti sono i tuoi ospiti.

Con il mandato senza rappresentanza (art. 1705) il gestore agisce in nome proprio: acquista lui i diritti e assume lui gli obblighi verso i terzi, e i terzi non hanno alcun rapporto con te. La norma lo dice espressamente. In questa forma, nei confronti dell’ospite, il locatore è lui.

Prima di firmare, guarda quale delle due forme è scritta nel contratto. Se non è scritta affatto, è il primo punto da chiarire — non con chi te lo propone, ma con il tuo commercialista o un avvocato.

Chi incassa i canoni, e perché conta

Il punto che più spesso sorprende chi affitta non è la percentuale, ma il passaggio del denaro. L’articolo 4, comma 5, del decreto legge 24 aprile 2017 n. 50 stabilisce che chi esercita attività di intermediazione immobiliare o gestisce portali telematici, qualora incassi i canoni o intervenga nel pagamento, opera in qualità di sostituto d’imposta una ritenuta del 21 per cento sull’ammontare lordo, la versa e ne rilascia certificazione.

Due conseguenze pratiche. La prima: se il tuo gestore incassa, tu non ricevi il canone pieno, ma il canone meno il ventuno per cento — e hai bisogno della certificazione per la dichiarazione. Dopo la legge di bilancio 2024 la ritenuta è sempre a titolo di acconto, mai definitiva, anche in regime di cedolare secca.

La seconda: ciò che fa scattare la norma non è il titolo professionale di chi ti gestisce la casa, ma il fatto che il denaro passi dalle sue mani. Chi si limita ad accogliere gli ospiti e a tenere la casa non vi rientra.

Sullo stesso articolo 4 si innesta la responsabilità dell’intermediario per l’imposta di soggiorno e per gli adempimenti previsti dal regolamento comunale. È una ragione in più per sapere con precisione chi incassa che cosa. Su questo punto, prima di impostare l’accordo, conviene sentire un professionista.

Se un giorno cambi

Questa è la domanda che nessuno fa prima di firmare e che si paga cara dopo: se cambio, che cosa mi resta in mano? Se gli annunci stanno sul suo account, se il calendario è il suo, se ricevute e fatture sono sul suo computer, cambiare significa ricominciare da zero.

La casa è tua, il lavoro di anni no. Recensioni, storico delle prenotazioni, contatti degli ospiti, documenti: chiedi prima, per iscritto, a chi appartengono e in che forma ti vengono restituiti.

Come lo risolve Chilloso

Chilloso non ti impone un modello: si adatta a quello che avete deciso tu e chi lavora con te. Chi accoglie gli ospiti entra con il suo accesso e vede quello che il suo lavoro richiede; chi gestisce la casa al posto tuo lo fa con un contratto tra voi due, non con noi in mezzo.

Quello che non cambia mai è di chi è la casa. Il conto è il tuo: calendario, documenti, ricevute, contatti stanno sotto il tuo nome. Se un giorno prendete strade diverse, chiudi il suo accesso e resta tutto dove è sempre stato. Non c’è nulla da farsi restituire.

E vedi quello che succede mentre succede: le prenotazioni, le spese con il documento allegato, i messaggi. Il rendiconto di fine mese non lo ricevi — lo hai visto formarsi giorno per giorno.

Il gestionale non è una voce in più da mettere nel conto: sta nel prezzo, insieme al sito della casa e al suo dominio.

Ti servono altre informazioni?

Domande frequenti

Qual è la differenza tra un property manager e un host?
Il nome non basta a distinguerli: conta chi conclude il contratto con l’ospite. Chi accoglie, consegna le chiavi e tiene la casa svolge un servizio e ti fattura. Chi pubblica, fissa i prezzi e conclude le locazioni agisce al posto tuo, e per farlo ha bisogno di un mandato.
Quanto costa un property manager in Italia nel 2026?
Le guide di settore indicano orientativamente il 20–28 per cento del fatturato lordo per la gestione completa e il 10–15 per cento per la sola gestione online; altre rilevazioni allargano la forbice dal 15 al 30 per cento. Esistono anche il canone fisso mensile, indicativamente 150–400 euro per unità, e il compenso a ore o a intervento.
Che cosa non è compreso nella percentuale?
Quasi sempre restano fuori pulizie e biancheria, lavanderia, manutenzione, fotografie, assicurazione, utenze e il canone del gestionale. Vanno chieste per iscritto, voce per voce, prima di firmare.
Che contratto serve con un gestore?
Un mandato, ai sensi degli articoli 1703 e seguenti del codice civile. Nella forma con rappresentanza (art. 1704) il gestore agisce in tuo nome e gli effetti ricadono su di te; nella forma senza rappresentanza (art. 1705) agisce in nome proprio e i terzi non hanno rapporti con te.
Se il gestore incassa i canoni, io quanto ricevo?
Il canone meno il 21 per cento. L’articolo 4, comma 5, del D.L. 50/2017 prevede che chi esercita intermediazione immobiliare o gestisce portali, se incassa o interviene nel pagamento, operi come sostituto d’imposta una ritenuta del 21 per cento e ne rilasci certificazione.
La ritenuta del 21 per cento è definitiva?
No. Dopo la legge di bilancio 2024 la ritenuta è sempre a titolo di acconto, mai a titolo d’imposta, anche se hai scelto la cedolare secca. La certificazione ti serve per la dichiarazione dei redditi.
Chi accoglie gli ospiti deve trattenere il 21 per cento?
La norma si applica a chi incassa i canoni o interviene nel pagamento. Chi si limita ad accogliere gli ospiti e a tenere la casa, senza che il denaro passi dalle sue mani, non vi rientra. Il caso concreto va comunque valutato con il proprio consulente.
Se cambio gestore, che cosa mi resta?
Dipende da dove stanno i dati. Se annunci, calendario, ricevute e contatti sono sui suoi strumenti, cambiare significa ricominciare. Chiedi prima, per iscritto, a chi appartengono e in che forma ti vengono restituiti.
Su cosa si basa questa pagina Artt. 1703, 1704 e 1705 del codice civile · art. 4, commi 5 e 5-ter, del D.L. 24 aprile 2017, n. 50, convertito dalla L. 21 giugno 2017, n. 96, come modificato dalla L. 30 dicembre 2023, n. 213 · circolare dell’Agenzia delle Entrate 12 ottobre 2017, n. 24/E · provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 132395/2017 · per gli ordini di grandezza dei compensi, guide di settore aggiornate al 2026. Gli ordini di grandezza dei compensi sono indicazioni di mercato, non tariffe: variano per zona, servizi e stagione. Questa pagina serve a orientarsi e non sostituisce il tuo consulente; verifica sempre il testo vigente delle norme citate.